mercoledì 30 novembre 2011

I BISCOTTI DELLA VERITA'




Avrò anche scoperto l'acqua calda, visto che questi biscottoni (per lo più sotto forma di rustiche ciambelle), spopolano da sempre nel web e non esiste foodblogger che non ne abbia sperimentato la ricetta;  però a me st'acqua calda è piaciuta davvero tanto, e allora... perché no? Un bel cestino di biscotti al vino rosso lo vedo bene anche sulla mensa degli dei. Lo vedete anche voi? Eccolo, appena portato dal  dio Bacco! :-D Il quale va ora offrendo a tutti i divini commensali  un generoso bicchierozzo del suo  prezioso nettare in cui pucciarli :-)






INGREDIENTI:


1 bicchiere (di plastica) di buon vino rosso
 (io ho usato il Lambrusco)

1 bicchiere di zucchero

1 bicchiere di olio
 (usate un extravergine di oliva delicato oppure olio di semi di mais)

farina q.b.
(cercate di non superare i 3 bicchieri, così verranno più gustosi)

1 cucchiaino (raso) di lievito in polvere per dolci


Amalgamate gli ingredienti poco per volta: otterrete un impasto morbido col quale formerete dei biscotti nella forma che preferite. Passateli in un piattino pieno di zucchero semolato, poi disponeteli sulla placca del forno rivestita di carta da forno e cuoceteli per 15-20 minuti, a 180 gradi, in forno preriscaldato. Fateli raffreddare bene prima di gustarli!  E ricordate che "in vino veritas": quindi servitene una porzione abbondante al maritino e rimanete in attesa con l'orecchio teso :-D 
   








lunedì 31 ottobre 2011

NOCCIOLATA IPG PER STREGHE DOC




Allora, mie care blogstreghette: tutte pronte per il Grande Sabba di Halloween? L'appuntamento è per mezzanotte intorno al falò di Chabb (per arrivarci seguite la musica di Ligabue nell'aria) e ricordatevi di portare con voi un pugno di nocciole, frutto simbolo della segreta conoscenza, da mangiare prima della divinazione!  Anzi, visto che il tempo c'è, che ne dite di preparare con le nocciole addirittura una magica crostata da condividere alla luce spettrale della luna con qualche fascinoso fantasma? :-) 







INGREDIENTI:

350 grammi di farina di nocciole

250 di farina 00

250 grammi di zucchero a velo

50 grammi di zucchero semolato

un cucchiaio colmo di cacao amaro

un baccello di vaniglia

200 grammi di burro

1 uovo intero e 3 tuorli

mezza bustina di lievito per dolci

1 vasetto di crema di nocciole (io ho usato la Lindt, ma va bene anche la più comune Nutella)

1 vasetto di crema di miele e nocciole (a me l’hanno regalato; se non lo trovate potete ometterlo)

nocciole intere tostate q.b.
(io ho usato quelle piemontesi I.P.G.)

gel per lucidare la frutta




Miscelate i due tipi di farina con i due tipi di zucchero, il cacao, i semi di vaniglia estratti dal baccello ed il lievito. Incorporate al miscuglio farinoso il burro tagliato a pezzetti, amalgamandolo con le punta delle dita; infine aggiungete l’uovo intero e i tuorli. Lavorate il tutto velocemente, quindi raccogliete l’impasto a palla e passatelo in frigorifero per un’oretta (coperto da un foglio d’alluminio). Trascorso questo tempo, stendete la pasta in una tortiera apribile, imburrata e infarinata e cuocetela “in bianco” per una mezz’oretta a 180 gradi. Sfornate la crosta e lasciatela raffreddare. Fate un primo strato di crema di nocciole e miele e un secondo di crema di nocciole; disponete le nocciole sul dolce in modo circolare, fino a ricoprirne l’intera superficie. Terminate con una bella lucidatura delle nocciole e passate in frigorifero per qualche ora. Se vi avanza un po’ di frolla, come è successo a me, non buttatela: fatene delle ciambelline che userete, tagliate a metà, per decorare il bordo della torta. Buon Halloween a tutte !!!
































 






giovedì 6 ottobre 2011

FRUTTI DI BOSCO... IN PARADISO!






Centotrentatrè anni portati benissimo. No, non sto parlando di Rita Levi Montalcini!  La pluricentenaria in questione è la deliziosa signora Vigoni da Pavia, meglio conosciuta come… torta paradiso! Era infatti il lontano 1878 quando Enrico Vigoni, dell’omonima pasticceria ancora presente nel centro della città lombarda, codificò la ricetta di quella che sarebbe poi diventata la torta per eccellenza. Ma parlando di questa incantatrice di palati della Padania non si può non ricordare la pittoresca leggenda secondo la quale un frate della Certosa di Pavia avrebbe imparato la ricetta della torta paradiso da una giovane sposa conosciuta mentre, uscito di nascosto dal monastero, vagava per le campagne circostanti alla ricerca di erbe curative. Se oltre alle erbe e alla ricetta il fraticello abbia trovato altro, magari nel letto della soave sposina, non ci è concesso saperlo; fatto sta che il certosino preparò poi la torta per i suoi confratelli i quali, trovandola di una bontà estasiante, la denominarono “torta paradiso”.
La “morte sua”, secondo i più, è con farcitura di crema al latte e nevicata di zucchero a velo in superficie; se anche voi siete di tale parere, vi esorto a provare questa versione che ho ideato e sperimentato per la felicità di mia figlia, ghiotta di frutti di bosco: scommettiamo che la giudicherete superiore? Quando andrete per lamponi, però, occhio a non addentrarvi nei boschi attorno ai monasteri :-D





 
 
 
 
 
INGREDIENTI
 
 
PER LA TORTA PARADISO:
 
 
150 grammi di farina
 
150 grammi di fecola di patate
 
300 grammi di zucchero a velo
 
300 grammi di burro
 
4 uova intere e 4 tuorli
 
la buccia grattugiata di un grosso limone
 
vaniglia
 
1 bustina di lievito
 
 
PER LA MACEDONIA DI FRUTTI DI BOSCO:
 
 
lamponi, mirtilli, more, fragoline di bosco
(quantità a piacere)
 
liquore ai frutti di bosco
 
zucchero semolato
 
 
 
Lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero a velo fino a renderlo cremoso, quindi, poco per volta, aggiungete le uova,  amalgamandole perfettamente al composto. A questo punto incorporate la farina, precedentemente miscelata con fecola e lievito; profumate il tutto con vaniglia e limone. Versate l'impasto in uno stampo grande per ciambella imburrato e spolverizzato di farina o di fecola e passate in forno per un'oretta a 180 gradi (il forno dev'essere già caldo). Nel frattempo preparate una bella macedonia con i frutti di bosco lavati ed asciugati con estrema delicatezza, uno spruzzo di liquore e qualche cucchiaiata di zucchero. Lasciate macerare in frigorifero fino a quando la ciambella sarà pronta (ovvero cotta e completamente raffreddata).
Poco prima di servire riempite il buco della ciambella con un misto di frutti di bosco, poi nappate generosamente la superficie del dolce con una salsina ottenuta frullando i lamponi con il liquido di macerazione e passando il tutto al setaccio.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
















giovedì 22 settembre 2011

STRUDEL SETTEMBRINO






Non è la prima volta che vi propongo uno strudel e non sarà nemmeno l’ultima, perché questo “dolce di tedescheria”, come lo definì l’Artusi nella sua opera culinaria del 1891: La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene, è uno dei dolci che amo di più e di cui sto sperimentando tutte le possibili varianti. Tutto ciò alla faccia della sua bruttezza, talmente sconfortante che lo stesso Artusi si preoccupò di avvisare: “Non vi sgomentate se questo dolce vi pare un intruglio nella sua composizione e se dopo cotto vi sembrerà qualche cosa di brutto come un’enorme sanguisuga o un informe serpentaccio, perché poi al gusto vi piacerà”.
Devo dire che, finora, il mio strudel preferito rimane quello classico mele-uvetta-pinoli, ma ho trovato molto gradevole anche questa versione settembrina che ho ideato semplicemente accostando alle mele del ripieno tradizionale i frutti tipici di settembre: uva e fichi (evitando l’aggiunta di frutta secca per provare un sapore nuovo, fresco, scioglievole e senza contrasti). Lo strudel di ciliegie e mandorle, per ora, si becca la terza posizione. E voi? Di che strudel siete? :-)
 
 
 
 
 
 




INGREDIENTI
 
 
PER LA PASTA STRUDEL:
 
 
250 grammi di farina

50 grammi di burro

1 uovo intero

1 cucchiaino raso di sale

1 cucchiaino colmo di zucchero

acqua tiepida q.b.



PER IL RIPIENO:


1 Kg di mele (renette o golden; io preferisco le golden)

2 cucchiaiate colme di zucchero

uno spruzzo di rum

la buccia grattugiata di due limoni e il succo di mezzo

cannella a piacere

un grappolo di uva bianca

5 o 6 fichi verdi ben maturi

confettura di frutta 

alcuni savoiardi






Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e miscelatela con lo zucchero e il sale. Fate il buco al centro, rompeteci l'uovo (a temperatura ambiente) ed amalgamatelo alla farina; aggiungete il burro liquefatto e freddo e tanta acqua tiepida quanto basta per formare un impasto sodo ma lavorabile. Scaldate una pentola sul fornello e coprite con essa la pasta. Lasciate che quest'ultima "riposi" per circa mezz'ora. Nel frattempo dedicatevi alla preparazione del ripieno. Sbucciate le mele, tagliatele a fette sottili (spruzzandole con poco succo di limone per evitare che anneriscano a contatto con l'aria) e mettetele a macerare in frigorifero con zucchero, rum,  buccia di limone e cannella. Pelate gli acini e privateli dei semi. Sbucciate anche i fichi e riduceteli a pezzettoni. Quando tutto è pronto, infarinate un canovaccio fresco di bucato e con l'aiuto del mattarello stendetevi sopra la pasta strudel, cercando di ottenere un rettangolo il più sottile possibile. Sbriciolate sulla pasta i savoiardi, ricoprite la polvere di biscotto con le mele scolate dal liquido di macerazione, l'uva e i fichi; completate il ripieno disponendo qua e là, sulla frutta, un cucchiaino di confettura. Arrotolate quindi la pasta a mo' di strudel, spennellatela con tuorlo d'uovo e mettete il dolce sulla placca del forno rivestita di carta da forno (non occorre imburrarla). Cuocete a 180° per almeno 40 minuti (dipende dal vostro forno; io l'ho lasciato dentro quasi un'ora).  Servitelo tiepido o freddo, cosparso di zucchero a velo.

































lunedì 5 settembre 2011

TORTA DI COMPLEANNO D'AUTORE






Per i miei 47 anni (che compio oggi) desideravo un dolce speciale, tale da non ricordare nemmeno lontanamente la solita torta di compleanno fatta con Pan di Spagna, crema pasticciera e panna. Lo volevo semplice di aspetto, senza fronzoli e orpelli, ma che non lesinasse nel sapore. E, magari, in omaggio alla mia “terronità”, che utilizzasse gli ingredienti più tipici dell’arte dolciaria del Sud Italia, come le mandorle e i limoni. Combinazione vuole che, mentre così rimuginavo, mi venisse regalato dal maritone il famoso volume di pasticceria: “Dolci del sole” di Sal De Riso (credo che né il libro né il suo autore necessitino di presentazione!) e che, sfogliandolo, rimanessi folgorata dalla ricetta della “Caprese al limone”:  proprio quello che cercavo!!! Una torta evocativa e seducente, da gustare ad occhi chiusi per “vedere” ad ogni boccone l’oro dei giardini di limoni digradanti verso il mare, il verde dei rami scoppianti di mandorle racchiuse nei malli… ed anche qualche bel “fico” del Cilento, perché no! :-D   









INGREDIENTI PER 8 PERSONE:


100 grammi di olio extravergine di oliva

120 grammi di zucchero a velo

200 grammi di mandorle dolci pelate

180 grammi di cioccolato bianco

30 grammi di scorzette di limone candite

1/2 baccello di vaniglia

1 limone Costa d'Amalfi

250 grammi di uova intere (n.5)

60 grammi di zucchero

50 grammi di fecola di patate

5 grammi di lievito in polvere per dolci



Frullate le mandorle con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia. A parte grattugiate il cioccolato bianco o tagliatelo molto finemente. In una capiente terrina, con le fruste elettriche, montate le uova con lo zucchero fino a triplicarne il volume. A parte incorporate alla miscela di mandorle e zucchero a velo il cioccolato bianco grattugiato, le scorzette di limone candite finemente tritate, la scorza grattugiata del limone fresco e la fecola di patate setacciata con il lievito. Miscelate tutti gli ingredienti, aggiungete l'olio extravergine d' oliva e infine le uova montate. Emulsionate bene il tutto con una spatola senza preoccuparvi se le uova tendono a smontarsi. Versate il composto in una tortiera imburrata e infarinata con fecola di patate di 22 cm di diametro. Infornate a una temperatura di 200 °C per i primi 5 minuti e poi lasciate cuocere per altri 45 minuti a 160 °C. 
Dopo la cottura, lasciate raffreddare il dolce nella tortiera e sformatelo quando sarà tiepido. Lasciatelo riposare qualche ora, spolverizzatelo con zucchero a velo e servite.